LA SETTIMANA SANTA NEL MOLISE

Siamo vicini alla Settimana Santa e credo che valga la pena di ricordare quei riti religiosi  a cui abbiamo partecipato intensamente durante la nostra gioventù, a volta sconosciuti dalle nuove generazioni, sia perché alcuni sono stati abbandonati, sia perché , dopo Vaticano Secondo, la liturgia ha suggerito  cambiamenti nel rituale che va dal Giovedi Santo alla Pasqua.  Se torno indietro, durante la mia gioventù , a Casacalenda, il primo ricordo  della Settimana Santa, é quello di un intero paese, anziani, giovani e ragazzi,  coivolto emotivamente negli atti sacri che la Chiesa ci proponeva per ricordare la morte e la Risurrezione del Cristo.

Durante le sere dell'intera Quaresima, la Chiesa Madre, Santa Maria Maggiore, era strapiena di fedeli, assetati  della parola di Dio che scaturiva come sorgente dalle labbra di predicatori Francescani o Cappuccini.  Quando arrivava la Settimana Santa, i cuori erano già infiammati e pronti a partecipare al mistero del Golgota.  Il Giovedi Santo, giorno in cui si commemorava la lavanda dei piedi, il Parroco preparava  i chierichetti per la cerimonia serale, per assisterlo con minuzia  a questo grande atto di umiltà.  Mentre alcune donne devote s'affaravano per allestire il Sacro Sepolto (''i spuleche'') che sarebbe stato visitato in serata dai fedeli del paese, per venerare il SSmo Sacramento.   Mi rimane ancora fresco nella memoria quel gesto del Parroco ''Don Vincenzo Marcogliese'' che s'inginocchiava davanti a semplici fedeli (''i fretielli''), lavando e baciando i piedi ad ognuno.  

Durante la serata il popolo passava da una Chiesa ad un altra (nel mio paese erano tre) per visitare i Sacri Sepoolcri e pregare dinanzi al SSmo Sacramento esposto.  E noi ragazzi rimanevamo incantati davanti a quegli altari addobbati di veli e tendine multicolori, di  luci  e di una stragrande varietà di fiori.   Le campane, dopo il cerimoniale della Lavanda dei piedi, si tacevano e rimanevano taciturne fino al mattino della Domenica di Pasqua.  Ma pure senza il suono delle campane, i fedeli sapevano che dovevano presentarsi in Chiesa venerdi, al suono delle ''racanelle'',  per assistere ad una cerimonia molto breve che commemorava la morte del Cristo, seguita dalla Via Crucis predicata dallo stesso predicatore della Quaresima. 

Ricordo che un anno (1941 ? 1942? ) il Padre Cappuccino presente per la Quaresima decise di fare la Via Crucis lungo le vie del Paese, sul tratto che va dalla Chiesa Santa Maria Maggiore a quella della Madonna del Carmine.  Per questo sacro spettacolo decise di associarsi un gruppo di ragazzi preparando per ognuno il testo da recitare di fronte al pubblico che seguiva la Santa Croce e il clero.  Due volte salii, durante questa Via Crucis, su un balcone e recitai il mio sermoncino davanti  ad una folla emozionata.  Ma non finiva cosi il Venedi Santo.  La sera, dopo il tramonto, i fedeli tornavano ancora nella Chiesa Santa Maria Maggiore e partecipavano alla processione del Cristo morto e della Madonna Addolorata.  Molte donne erano vestite di nero e un certo numero di uomini, coloro che dovevano portare la bara del Cristo morto e la statua della Madonna Addolorata, indossavano una toga bianca con il cappuccio dei fratelli penitenti.  Le strade del paese erano quasi buie, e la processione avanzava alla luce delle fiaccole,  mentre risuonavano la musica funeraria della banda locale e i canti suggestivi tradizionali del Venerdi Santo.

Un ultimo particolare della Settimana Santa, proprio al mio paese e un bel ricordo per me, é il pellegrinaggio notturno della Pie Donne.  Tardi la sera del Sabato Santo un gruppo di donne partiva dal paese per andare alla ricerca del Cristo Risuscitato.  Prima ricevevano la benedizione del Parroco di Santa Maria Maggiore e poi visitavano, cantando e pregando, tutti i luoghi sacri del paese e fuori del paese.  Dopo aver visitato le chiese del paese, partivano a visitare il Calvario sulla Montagnola, Gesù Redentore nella contrada che mena alla Difesa e il Santuario della Madonna.  Dal Santuario tornavano indietro per visitare Sant'Onofrio, il Cimitero e concludevano  il pellegrinaggio notturno presentandosi alla Chiesa del Monte Carmelo per ricevere la benedizione del parroco.  Cosi si celebrava la Settimana Santa a Casacalenda negli anni 1930, 1940.  Queste pie tradizioni hanno cambiato a Casacalenda ? Forse!  I fedeli di Casacalenda sono i soli in grado di dirci come vivono la fede cristiana nel 2010.

Credo che la Settimana Santa nel Molise sia stata sempre una manifestazione religiosa molto intensa per i cristiani delle nostre città e paesi.  E direi che tra i numerosi eventi religiosi della nostra regione, la  Settimana Santa fu l'evento più autentico della fede del nostro popolo.  Sono numerosi le città e paesi del Molise che rimangono attaccati ai riti di questa settimana e la celebrano sia ravvivando vecchie tradizioni, sia celebrandola adottando nuove manifestazioni.   Tra le numerose attività religiose odierne durante la Settimana Santa, vorrei ricordare almeno le più conosciute : la celebrazione della Settinana Santa di Campobasso, quelle d'Isernia e Termoli e quelle di Santa Croce e Sant Elia a Pianisi.

MARCE FUNEBRI

CAMPOBASSO

A Campobasso é nota la celebrazione del Cristo Morto che viene realizzata in forma di dramma rievocativo.  Una delle tradizioni che si perpetua ancora oggi in città é quella degli Apostoli che si svolge il Giovedi Santo.  Già  ''Nel 1470 l'abate Nicola Zita, morendo, lasciò un legato alla Confraternita di sant'Antonio abate acchè fosse consentito perpetuarsi, nel tempo, la cerimonia della lavanda dei piedi. Tale pratica trasmigrò, successivamente, nella chiesa di santa Maria della Croce''.   Più tardi, cioé nei primi anni del cinquecento, ''la lavanda passò alla chiesa della Trinità sodi metri di distanza dalla chiesa dei Crociati.  La cerimonia consisteva nel vestire con sacco, berretto di pelle o grossa lana, bastone e sandali tredici vecchi inabili e poveri i quali giravano in tutto il territorio comunale. La comitiva presenziava a tutte le funzioni e, infine, si sottoponeva alla lavanda dei piedi nella chiesa di san Leonardo. Dopo ciò ricevevano il loro compenso che, alla fine del Seicento, consisteva nel sedere a mensa in casa Zita dove erano serviti di tante portate quanto era il loro numero. All'atto di essere lasciati liberi ricevevano un grosso biscotto e dodici monete di rame.  Oggi tale processione è gestita dalla Pia Unione san Giovanni con partenza dalla chiesa annessa al convento di san Giovanni Battista...... I figuranti hanno costumi d'epoca e sono preceduti da una guida la quale, nel rappresentare Simone il cireneo, mostra avanti a se la croce. L'apostolo Pietro si distingue per la chiave d'oro del Paradiso e quella nera dell'Inferno, mentre Giuda Iscariota ha alla cintura la borsa con i trenta denari del tradimento''.

Il Venerdì Santo, invece, vede l'avvenimento religioso in cui i campobassani si sentono più partecipi anche emotivamente: la processione del Cristo morto e della Madonna Addolorata.  Il lungo e mesto corteo che, nel pomeriggio, si muove dalla chiesa di santa Maria della Croce, comincia a snodarsi dapprima nel centro storico e , successivamente, nella parte moderna della città.  La sua particolare caratteristica è di avere, all'interno, un coro di circa settecento persone il quale, durante il percorso, intona più volte lo struggente canto "Teco vorrei o Signore" composizione, di inizio Novecento, del maestro campobassano Michele De Nigris su versi di Pietro Metastasio''. rta a qualche centinaio  Da : I Riti della Settimana Santa a Campobasso

ISERNIA 

La caratteristica della processione del Venerdi Santo d'Isernia é la presenza degli Incappucciati,  i quali col capo coperto e una corona di spine in segno di penitenza trasportano le statue della Madonna Addolorata e quella del Cristo Morto e in più i busti dell' Ecce Homo, le Croci del Calvario e quelle della Via crucis. La Confraternita del Santissimo Sacramento organizza tutta la processione, alla quale  partecipano tutte le Confraternite della città (Santa Maria del Suffragio, Sant’Antonio, San Domenico, San Pietro Celestino), il Clero e le Autorità civili e militari. 

Molti fiori adornano l'effigie di Gesù supino sul letto di morte, pieno di laceranti ferite. Invece la statua della Madonna Addolorata é coperta d'un ampio manto nero, ricamato con filo dorato e porta sulla testa una corona di spine e sette spade sul cuore, simbolo dei sette peccati capitali.  La processione si svolge tra canti e preghiere a cui partecipano numerosissimi i cittadini d'Isernia .

CANTI DELLA SETTIMANA SANTA

TERMOLI

A Termoli é nata una nuova manifestazione religiosa per la Settimana Santa.  Duecento figuranti fanno rivevere, ispirandosi dal Vangelo,  la Passione di Cristo.  É sta la Parrocchia Santa Maria degli Angeli a promuovere questa iniziativa con gl'incoraggiamenti del parroco Benito Giorgetta.  ''La Passione vivente, coinvolge ragazzi, giovani e adulti del cuartiere Difesa Grande che si rendono disponibili all’allestimento scenografico al confezionamento della gestione dei costumi, all’impianto elettrico e altro..... Occasione di aggregazione di condivisione e di partecipazione alla vita parrocchiale oltre che a quella liturgica della settimana santa, visto che con la Domenica delle palme inizia proprio la settimana santa''.  Con la passione vivente i fedeli di Difesa Grande vogliono dare al pubblico di Termoli la possibilità di ascoltare il Vangelo della Passione, ma raccontato scenograficamente con la sacra rappresentazione. Il successo é grande e apprezzato dai termolesi.

SANT' ELIA A PIANISI

Anche a Sant'Elia si é voluto drammatizzare la Passione e ricrearne tutti i fatti salienti.  É stata l'Associazione Culturale Crucis ''che ha voluto coinvolgere l’intero paese in un evento che rappresenta anche un percorso spirituale ed umano,singolo e collettivo. Infatti  ad esso danno vita  uomini e donne, giovani e meno giovani, che si sono sottoposti a una serie di incontri preparatori per migliorare sempre più il grado di rappresentazione delle figure legate agli eventi pasquali''.  Oltre cento figuranti fanno rivivere per le strade del paese i vari episodi degli ultimi giorni della vita del Cristo : l'Ultima Cena, il Getsemani, il giudizio davanti al Sinedrio e poi dinanzi a Pilato, la flagellazione e la Crocifissione.  Le varie scene di questo dramma vivente sono presentate in diverse vie e piazzette del paesetto; mentre l'ultima tappa, la Crocifissione del Cristo, si svolge sul sagrato del Convento.

Sembra che con questa iniziativa l'Associazione Crucis voglia ridestare la fede della comunità per i valori fondamentali della fede cristiana, ma di promuovere pure la ''socializzazione al di là dell'étà, delle professioni e di altre affinità che creano gruppi privi di contatti,  di impegnare in attività creative, conoscitive ed educative tutte le fasce generazionali per sfuggire all'apatia che sembra caretterizzare la quotidianità nei piccoli centri e di valorizzare piazze e strade del paese sempre più disabitatee abbandonate''. Da : http://www.informamolise.com/content/view/33716/2/

Le Tenebre nel Molise

Video : Teco Vorrei; Venerdi Santo, Campobasso

Letture sulla Passione di Gesù Cristo, di P. Giacome Pesce

Celebrazione del Venerdi Santo a Colli al Volturno: video

Associazione del Centro Storico di Campobasso: Video Venerdi santo

TORO

A Toro la Settimana Santa si svolge con il rituale de La Scurdata.  Il termine chiaramente significa oscurità, ma nel linguaggio locale ha preso il senso di baccano. Un tempo, nelle funzioni del giovedì e venerdì santo, si simulavano i lamenti e le grida con un tremendo baccano.  Questo rituale oggi é scomparso.  Ma nonostante il trascorrere del tempo, resistono ancora le suggestioni di una cerimonia liturgica che aveva il fascino di coinvolgere anche emotivamente intere popolazioni di vecchi, giovani e ragazzi, specialmente questi ultimi, e che grazie a quel fascino riverbera oggi l’alone della leggenda.  In che sosa consisteva la Scurdata?  Durante le funzioni del giovedi e venerdi santo, ( tutti gli oggetti in chiesa croci, statue, e perfino le finestre) erano coperti con drappi viola ), quando il prete rievocava l'agonia e il trapasso del Cristo, ricordando le tenebre e il terremoto avvenuto sul Calvario, si spegnevano tutte le luci e i fedeli facevano  un baccano infernale con i tradizionali strumenti di legno : tretacche, racanèlle, tippettappe, racanóne, palette, etc.  Tutto questo ora a Toro fa parte del passato!

STA CROCE di MAGLIANO 

Già il giorno del Giovedi Santo, le donne portano piante e ornamenti per ornamentare i Sacri Sepolcri che i santacrocesi visitano la sera.  Al pomeriggio si celebra nella Chiesa di Sant'Antonio il rito della Lavanda dei piedi.   Il sacerdote, dopo l'omelia, lava, asciuga e bacia i piedi ad alcuni confratelli in tunica e incappucciati (''i fratiell''); segue poi una processione nell'interno della chiesa che finisce con l'esposizione nel Sacro Sepolcro dell'Ostia consacrata. Da notare che durante questo rito religioso della lavanda dei piedi, l'altare é adornato con grosse pagnotte di pane casareccio, con una moneta da cento lire e una spiga di grano collocate nel loro interno.  Come a Casacalenda i fedeli visitano i Sacri Sepolcri (''i spuleche''), ma in gruppo, mentre cantano antichi canti religiosi : ''sono stato io l'ingrato'', ''Gesù mio, perdona, pietà'', accompagnati da assordanti rumori di piattaforme di legno battute da pezzi di ferro, (''i tric e trac'').

Il Venerdi Santo ha qualcosa di particolare a Santa Croce. Anzitutto é evidente che il popolo ha una gradissima devozione per questo rito religioso.  Infatti i santacrocesi escono tutti di casa per accompagnare la processione; e coloro che hanno il compito di portare le statue si prenotano anni prima , dando una offerta alla Chiesa, per meritare un tale onore. Ma il particolare della processione ( ''l'incontr'' ) sta in questo.  Prima, nel pomeriggio, si celebra la messa della Passione nella Chiesa di Sant'Antonio; poi la messa finita, si formano due cortei processionali distinti, uno con la statua dell'Addolorata che parte dalla Chiesa di Sant'Antonio e l'altro con la bara vetrata del Cristo morto che parte dalla Chiesa di San Giacomo.  I due cortei s'incontrano finalmente in piazza Crespi e là, dopo che un sacerdote  commemora le circostanze della morte di Cristo, la processione, unificata, si dirige verso la Chiesa di Sant'Antonio per deporvi la Madonna e poi verso la Chiesa di San Giacomo per deporvi la bara del Cristo.  Il terzo giorno di questa settimana liturgica, il Sabato Santo, Santa Croce mette in scena la ''Passione Vivente''.  Gli attori, uomini,donne,bambini, fanno rivivere in diverse strade e piazze del paese, tutti gli eventi vissuti dal Cristo nei suoi ultimi giorni di vita: l'ingresso a Gerusalemme, l'Ultima Cena, l'Orto degli ulivi, il Palazzo di Pilato, la Via Crucis, la Crocifissione e la Risurrezione. E dopo questa emozionante giornata, il popolo s'incontra di nuovo all veglia di mezzanotte per assister al suono delle campane che annunciano la Risurrezione del Cristo.