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Palazzo
Mascio, Isernia, XVIII secolo
Un palazzo signorile del primo Ottocento che appartenne ad
una famiglia gentilizia di proprietari terrieri. Dopo l'unità
d'Italia fu oggetto di razzie e scorribande da parte dei briganti della
famigerata banda Fuoco. Oggi é una graziosa residenza, immersa
nel verde, alle pendici delle Mainarde, nelle
prossimità del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e
Molise. Ha mantenuto la sua antica struttura in pietra con volte
e mura possenti; dispone di 6 camere con bagno, luminose e
confortevoli, e di una camera predisposta per i diversamente abili;
dispone, inoltre, di cortile, solarium, sala lettura, internet point,
bar, enoteca, esposizione di prodotti artigianali e punto di
informazioni turistiche. Il ristorante é ricavato nell'antica
cantina. Il soggiorno a Palazzo Mascio é l'occasione
per conoscere il territorio che offre al visitatore borghi, castelli,
siti archeologici, boschi, laghi e sentieri, manifestazioni
tradizionali e prodotti naturali. La partenza per gli
itinerari prevista alle ore 9 dopo una colazione a base di
prodotti genuini. A sera la cena è allietata da
intrattenimenti vari (musica dal vivo, proiezioni cine-video etc...).
Dimora
del Prete, Venafro, ?
La dimora del Prete di Belmonte sorge nel centro storico
della città di Venafro sulla piazzetta di Cristo, vicino alla
Chiesa. Il palazzo, che si trova su uno dei
cardi dell'antica città romana, la cui costruzione ci
é sconosciuta, fu ristrutturato circa il 1860.
All'interno si ammira un bel giardino, adornato da piante
esotiche. Mentre all'interno si ammirano decori di stile
pompeiano. Cinque camere sono a disposizione dei visitatori. La
tranquillità del luogo e il panorama de lla piana di Venafro
sono un vero incanto. http://www.dimoradelprete.it/
Palazzo
Caracciolo, Belmonte del Sannio: XV secolo
Sicuramente durante la dominazione normanna e sveva il feudo
rientrava nella “Terra Burellensis”, una sorta di staterello
indipendente dal potere centrale dominato dai Borrello, signori di
Agnone, che stabilirono il loro capoluogo a Pietrabbondante. Con
l’avvento della monarchia angioina la titolarità sul feudo di
Belmonte passò prima alla famiglia Cantelmo e successivamente ai
Filangieri. Nella prima metà del XV secolo titolare del feudo
divenne la famiglia di Sangro di Casacalenda. Durante le lotte
angioino-aragonesi Mario di Sangro, che parteggiò per questi
ultimi -gli sconfitti- perse la titolarità del feudo,che
passò al demanio regio e fu successivamente affidato, nel 1436,
a Giacomo Caldora. http://www.pagus.it/progetto/comuni/belmonte/castello/index.htm
Palazzo Armieri, Venafro, fine dell'ottocento
Il Palazzo Armieri é un simbolo della Belle
époque a Venafro. Edificato su progetto dell’architetto
partenopeo Carmine Di Crosta, alla fine dell'Ottocento, su commissione
dei fratelli Armieri, rappresentanti della locale borghesia borbonica,
ha una facciata di aspetto neoclassico, un cortile interno e un
rigoglioso giardino. Oltrepassata l'area verde, si accede, attraverso
lo scalone, interamente affrescato, alla sala “storicamente” segnata
dal passaggio delle truppe francesi del generale De Gaulle, di cui
rimane una minuscola scritta a matita.
Visitando il palazzo, ricco di decorazioni a stucco, specchi
e leggere figurine femminili, tipiche delle decorazioni ad affresco
della Belle époque, si ha la sensazione di trovarsi in un
ambiente ubicato in una città del nord Europa. Anche lo stile
Liberty ha esercitato la sua influenza sui palazzi della città;
i saloni di Palazzo Armieri, per il loro ottimo stato di conservazione,
offrono un’importante testimonianza dell’Italia fra Liberty e
Decò. http://www.culturaitalia.it/pico/modules/percorso/it/percorso11/capitolo_0005.html?regione=molise
Palazzo ducale Andrea
Carmignano, Acquaviva d'Isernia; metà del 700
Furono i Carmignano ad effettuare
importanti lavori di ristrutturazione sul castello, adattandolo
ad abitazione signorile. Furono ampliate le finestre e fu creato un
ingresso sul lato del piazzale Carbonari che, in seguito e più
volte, fu rielaborato nelle sue forme. Durante la seconda
guerra mondiale il castello subì gravi danni. Vennero
rimosse le travi in legno che sostenevano i solai e questi,
inevitabilmente, crollarono. Nel dopoguerra furono approntati dei
lavori di restauro abbastanza approssimativi che non bastarono ad
arrestare il degrado della struttura, che subì un ulteriore
colpo con il terremoto del 1984. Con i lavori di ricostruzione e di
restauro successivi a tale evento sono state abbattute le parti
pericolanti dell’edificio, ma a tutt’oggi l’operato risulta incompleto
e ben lontano dal permettere che il castello torni al suo originario
splendore. http://www.pagus.it/progetto/comuni/acquaviva/index.htm
Palazzo Nuonno, Agnone, XIII secolo Con certezza, durante la
dominazione normanna e sveva, il feudo rientrava nella “Terra
Burellensis”, una sorta di staterello indipendente dal potere centrale
dominato dai Borrello, signori di Agnone, che stabilirono il loro
capoluogo a Pietrabbondante. La costruzione del palazzo
risale all’inizio del XIII secolo. Considerando il suo stile, risalente
al periodo veneziano, con molta probabilità l’edificio fu
commissionato da una delle numerose famiglie veneziane che si
stabilirono in quel periodo ad Agnone, forse al seguito di Landolfo
Borrello. Nel 1264 Carlo I d’Angiò divise in due la
signoria di Agnone, concedendone una metà a Riccardo Annibaldi
e, nel 1266, l’altra metà a Ligorio e Ruggero Minutolo conti di
Anglone che vennero a stabilirsi ad Agnone, probabilmente proprio nel
palazzo Nuonno. http://www.pagus.it/progetto/comuni/agnone/pnuonno/index.htm Palazzo de Gaglia, Cantalupo nel Sannio, 800 ?
900 ?
Come altri palazzi, ad esempio quello
di Toro e di Matrice, anche questo edificio ha avuto una certa
importanza nella storia molisana dell'Otto-Novecento. L'Onorevole
Michele de Gaglia fu deputato al Parlamento Italiano, Sindaco di
Campobasso, Consigliere provinciale e molto amico di Michele
Pietravalle, Presidente del Consiglio Provinciale. Una foto del
tempo, conservata nel palazzo, mostra appoggiati sul balcone del
palazzo i componenti della famiglia de Gaglia assieme a Michele
Pietravalle e ad Alfonso Perrella, autore tra l'altro de l'Effemeride
della Provincia di Molise. Sulla facciata di via Roma si trovano le
lapidi di due componenti della famiglia de Gaglia, nati agli inizi
dell'Ottocento: Alessandro, giureconsulto e avvocato del Foro di
Isernia; Achille, avvocato, Sindaco di Campobasso, presidente della
deputazione provinciale. Uno dei figli di Achille, Eustachio de
Gaglia, fu luogotenente della Guardia Nazionale, tanto che sulla parete
del palazzo è ancora appesa la sua sciabola; egli fu inoltre
giudice conciliatore e Sindaco di Cantalupo, tanto che il suo studio
è ancora ben conservato nella casa.
Palazzo, Capracotta,
XVI secolo
La casa baronale venne realizzata nei
primi anni del XVI secolo dai signori Gualtieri - Budone.Essa sorse
fuori dall'ingresso del centro abitato del paese, con il nome di
Capracottae Castrum. Il palazzo baronale è stato oggetto
di vari rimaneggiamenti, tra cui quelli del 1755 apportati dal duca
Giacomo Capece-Piscicelli.
Palazzo Marchesale, Castelpetroso, X - XI
secolo ?
Vi sono forti dubbi sul periodo
storico in cui fu costruito il castello: fino a poco tempo fa gli
studiosi pensavano che l’edificio originario fosse un’opera di
architettura longobarda, dato che i primi proprietari del castello
appartenevano al gastaldato longobardo di Boiano, che era compreso nel
ducato di Benevento. Seguendo questa teoria la datazione delle prime
fasi costruttive sarebbe da collocare tra la fine del X e l’inizio
dell’XI secolo. ...continua..
Palazzo di Castelpîzzuto, XIII secolo
Nel periodo medievale il borgo era
conosciuto sotto il nome di Castrum Piczutum. Notizie certe
risalgono al 1269, periodo di dominazione angioina, quando Carlo I
d'Angiò concesse il feudo a Tommaso d'Evoli, signore di
Monteroduni. Le notizie
relative al castello a partire da quel momento sono inevitabilmente
legate ai nomi dei suoi proprietari. Alla fine del XIII secolo,
il feudo fu diviso fra tre proprietari, per essere poi riunito nel 1316
sotto Alferio di Isernia che divenne l'unico possidente.
La signoria dei d'Isernia durò sino agli albori del 1400, quando passò a Giacomo Gaetani. Successivamente la signoria passò alla famiglia Pandone, quindi ai Capace Galeota e di seguito alla famiglia d'Agostino. Nel 1575 Silvia d'Agostino vendette il feudo e il suo castello ai Conti Terzi, famiglia proveniente da Parma. Dal 1586 sino agli inizi del 1700 il castello conobbe numerosi proprietari, sino a tornare ai conti Terzi, che detennero il feudo sino all'eversione della feudalità. Ultimo titolare del castello fu il conte Pasquale Terzi. Il titolo di conti di Castelpizzuto è rimasto alla famiglia Terzi, che risiede a Napoli. http://www.pagus.it/progetto/comuni/castelpizzuto/castello/index.htm Palazzo Marchesale, Civitanova del Sannio, XVI
secolo ?
Dalle fonti e dai documenti in nostro
possesso non è dato risalire con certezza al periodo di
edificazione del palazzo. E' possibile però, sulla base delle
vicende storiche e feudali, fare delle supposizioni abbastanza
plausibili. Sappiamo infatti con certezza che la famiglia
d'Alessandro governò il feudo di Pescolanciano a partire dal
1576 e che lo conservò fino all'eversione della
feudalità. Lo stesso feudo di Civitanova del Sannio
divenne di pertinenza dei d'Alessandro dal 1629.Il palazzo, dunque,
quasi sicuramente è stato edificato dalla stessa famiglia
d'Alessandro, che si stabilì nel paese a partire dalla seconda
metà del secolo XVII. L'edificio potrebbe avere
origini più antiche soltanto nel caso in cui si voglia
considerare l'ipotesi di una costruzione sui resti di una struttura
preesistente. Le origini di Civitanova del Sannio risalgono
al X secolo quando, durante la dominazione longobarda, un primo nucleo
abitativo si stanziò in una zona vicina all'antica città
di Duronia, che nel IV secolo era denominata
"Civitavecchia". Con molta probabilità i fondatori
di Civitanova erano dei pastori di Civitavecchia, emigrati dal loro
paese di origine per stanziarsi in un territorio vicino. http://www.pagus.it/progetto/comuni/civitanova/castello/index.htm
Palazzo Zampino, Frosolone,IS : IX-X secolo ?
Le origini di Frosolone sono molto
antiche. In contrada Civitelle delle mura megalitiche, cioè
costruite in opera poligonale, conosciute come "Mura Pelasgiche",
ipotizzano la presenza di fortezze sannitiche. Il nucleo storico
di Frosolone, sorto nel periodo longobardo tra il IX e il X secolo,
apparteneva ai territori della Contea di Isernia. Forse
furono proprio i Longobardi a costruire una prima struttura
fortificata, che si ampliò durante la dominazione normanna,
quando Frosolone passò alla Contea del Molise.Il Catalogo
Borelliano documenta l'esistenza del feudo nel XII secolo.
Secondo questo importante documento storico, nel 1100 Frosolone
apparteneva ai Borrello, signori di Agnone, e faceva parte della
cosiddetta "Terra Burellense", che aveva come capoluogo Pietrabbondante....continua...
Palazzo Pettoranello, IS : XII secolo ?
Il ritrovamento di alcune tombe di
epoca pre-romana e la collocazione geografica di Pettoranello, hanno
indotto molti studiosi a sostenere la tesi che il paese abbia le sue
fondamenta su un importante insediamento sannita.
L’ulteriore ritrovamento di tre cippi miliari di origine romana,
ha confermato che Pettoranello costituiva una stazione romana, luogo di
passaggio sulla strada che collegava Isernia e Bojano. Agli
albori del XII secolo, come viene confermato da una Bolla di papa
Pasquale II del 1104, il paese ed il territorio circostante
costituivano uno dei possedimenti del monastero di San Vincenzo al
Volturno. ......continua
Palazzo Marchesani, Pietrabbondante, XVII secolo
Il palazzo fu costruito nel borgo
medievale del paese sulla strada, che conduce alla chiesa parrocchiale.
Sul ritrovamento, nel 1957, di alcuni mosaici, si ipotizza che
nelle vicinanze del palazzo, nei tempi antichi, sorgesse un edificio di
epoca romana di cui oggi non rimane traccia. Il palazzo nel
corso degli anni ha subito numerosi lavori di adattamento e di
restauro, che hanno compromesso il suo aspetto originario.La torre
invece, non è stata oggetto di alcun restauro. Il fatto
che la stessa non si trovi in punti strategici, lascia supporre che lo
scopo della sua costruzione non fosse militare, ma semplicemente
simbolico, a sottolineare il potere e la nobiltà della famiglia
Marchesani. Agli inizi del 1800 la parte più alta
della torre fu demolita perché se ne temeva il crollo.Diversi
furono i membri della famiglia che si successero nella proprietà
del palazzo e dell’intero feudo dopo la morte di Donato Giovanni
avvenuta prima del 1686......continua....
Palazzo Caracciolo,
Santo Agapito, XII ?
Un primo nucleo abitato si costituì
nell’attuale Sant’Agapito nell’anno 800, quando il duca di
Benevento Grimoaldo III, di origini longobarde, fondò il
monastero benedettino di Sant’Agapito in Valle. A seguito
delle incursioni saracene della fine del IX secolo, la popolazione
trovò rifugio sulla collina, dove si costituì il primo
nucleo del borgo medievale.Durante la dominazione longobarda,
Sant’Agapito appartenne alla contea di Isernia e, successivamente,
durante il periodo normanno, passò tra i feudi della contea del
Molise. Probabilmente durante questa dominazione fu
costruito il castello, che doveva fungere da difesa del borgo, oltre
che da abitazione del signore......continua...
Palazzo Battiloro,
Scapoli, XIII-XIV secolo ?
Dal 1043 il territorio
di Scapoli fu posseduto dalla famiglia Borrello, che aveva occupato
quasi tutte le terre possedute dal monastero. La sua potenza, in
conflitto con gli interessi dell’abbazia, divenne tanto forte da
necessitare la mediazione di Papa Nicolò II, al cui cospetto si
era recato l’Abate di San Vincenzo affinché gli venissero
restituiti alcuni castelli, tra i quali proprio quello di
Scapoli. Nel XIII secolo le condizioni di vita degli
abitanti del luogo peggiorarono. Oltre ad essere sottomessa alle
angherie dei nuovi signori, la popolazione scapolese subì
diverse calamità naturali, come terremoti e pestilenze. Tra il
XIII ed il XIV secolo la famiglia Caldora acquisì il possesso
del castello. Ai Caldora succedette la famiglia Pandone, che
controllò l’intera valle sino al XVI secolo. continua...
Palazzo Spinola, Sesto
Campano, XII secolo ?
Si fa risalire la
costruzione del castello dotato di torri, di un fossato per la difesa
esterna e di un ponte levatoio ai longobardi . Durante il
XIII secolo il castello fu oggetto di ripetuti attacchi e distruzioni.
Esso fu ripristinato con l’avvento della famiglia Sorellum in un
periodo di relativa pace. Nel XIV secolo la Contea di Sesto fu
assegnata ai fratelli Andrea e Nicola Rampini di origine
isernina. Ad essi, nella seconda metà del 1300, successe
la famiglia della Ratta, di origine spagnola, venuta in Molise al
seguito della principessa Violante d’Aragona, sposa del principe
Roberto d’Angiò il quale fu incoronato re nel 1309. La
famiglia della Ratta fu privata del suo feudo da Carlo III di Durazzo
che l’assegnò, nel 1381, a Gurello Origlia suo valido
cavaliere. Il castello divenne luogo di sontuosi banchetti
soprattutto quando il possesso del castello passò a suo figlio
Pietro. Nel 1465 Re Ferrante I d’Aragona concesse il feudo
a Diomede Carafa conte di Maddaloni. Nel 1569
Isabella di Lannoy, appartenente per nascita alla famiglia Carafa e
moglie del principe di Sulmona e conte di Venafro, Filippo Lannoy,
acquistò il feudo da Giambattista Carafa. A sua
volta, il figlio di Isabella, Orazio, nel 1582 vendette il feudo a
Filippo Spinola appartente a una tra le più potenti famiglie
della Repubblica di Genova...continua.....
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